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1997 un percorso in crescendo
Sassari, 10 ottobre 1997: nonostante il tempo inclemente
Piazza d’Italia è un brulicare di curiosi e appassionati di folclore.
Per la prima volta nove paesi dell’hinterland sassarese si presentano
nel salotto del capoluogo di sopra per fare bella mostra della propria
storia, dei prodotti, della tradizione, dell’artigianato di cui sono
ricchi. La parola d’ordine è “non solo mare”, con questo intendendo
dimostrare sul campo uno slogan molto ripetuto ma poco praticato dagli
stessi addetti ai lavori. La Sardegna non può continuare a proporre
le proprie bellezze naturali ad un turismo sempre più esigente, affamato
di un folclore spesso relegato a comparsa, con la solita cartolina
di mare, spiagge, rocce ineguagliabili. La novità è dunque questo
manipolo di amministratori intenzionati a creare un consorzio itinerante,
che si sposti nei centri più frequentati dal turismo da spiaggia,
per offrire un assaggio delle potenzialità di cui l’entroterra della
Sardegna è capace. La prima uscita è dunque a Sassari nel 1997, dove
i nove centri della provincia fanno di altrettanti bianchi gazebo
le vetrine di un’attività tradizionale ricca di folclore: arazzi,
formaggi, antichi strumenti, vini, dolci e pasta fresca. Dall’altra
parte della piazza, su un palco appositamente allestito, gli stessi
comuni offrono i propri cori e balletti, tutti rigorosamente in costume
tradizionale, che rappresentano una delle poche possibilità di ammirare
insieme il meglio del ballo e canto sardo. Stampa e tv locali accolgono
l’avvenimento con interesse, ma non molti credono che un insieme di
comuni, talvolta rivali, possano portare avanti un progetto cosi ambizioso.
Nel 1998 è subito mare e la Fiera del Folklore si insedia sul molo
di Alghero dal 28 al 30 agosto. La collaborazione tra i comuni si
rafforza e le altre istituzioni di sostegno, prima fra tutte l’amministrazione
provinciale, appaiono più convinte del progetto. Il turismo locale
non manca di apprezzare in modo evidente la novità di trovare sul
mare tanto ?????A????folclore. Senza dover affrontare improbabili
spostamenti nell’entroterra, il turista continentale e straniero,
per una volta, trovano mare e folclore insieme. Nel 1999 il comune
di Stintino, per arricchire la 17A edizione della Regata della vela
latina, invita la Fiera del folklore daI 27 al 29 agosto. Per tre
giorni i costumi della Fiera si offrono ai locali ed ai numerosi turisti
che arrivano per ammirare i prodotti della Sardegna. La serata finale
segna il tutto esaurito attorno al palco sul molo, in un tripudio
di vele e belle ragazze in costume sardo. L’accostamento è talmente
apprezzato che gli organizzatori stintinesi da allora ripetono, seppure
in tono minore, la novità portata dalla Fiera del folklore. Nel 2000
Codrongianos, comune vicino al territorio d’influenza della Fiera
e prescelto quale sito giubilare per la basilica di Saccargia, si
candida a componente della Fiera del folklore e invita gli organizzatori
a farvi tappa. E’ l’anno della consapevolezza. Ci si rende conto che
La Fiera è cresciuta, soprattutto nel gradimento dei visitatori. Grazie
anche alla bellezza del luogo, le giornate dall’1 al 3 settembre segnano
un pellegrinaggio di migliaia turisti. Le altre novità della quarta
edizione consistono nel contributo di alcuni grossi sponsor, che consentono
di annoverare personaggi di spicco nella realtà tradizionale sarda,
come il cantante Piero Marras, che da allora segue la Fiera e contribuisce
ai suo successo. Anche la Mostra Mercato, di nuova istituzione, concretizza
uno degli obiettivi delle amministrazioni comunali aderenti: la creazione
di una vetrina importante per i giovani artigiani. Nel 2001 La Fiera
del folklore rimane in ambito comune perché Osilo si propone con orgoglio
ad ospitarla. Forte di un’amministrazione di giovani, il centro montano
s‘impegna per la realizzazione di una manifestazione di non facile
gestione, e le caratteristiche stradine osilesi inizialmente creano
alcuni problemi logistici ai bianchi gazebo, che da questa 5^ edizione
cresce a undici comuni, con l’adesione di Putifigari.
Dal 31 agosto al 2 settembre, nonostante le serate siano già fresche
sotto il castello dei Doria, si ripete la formula vincente della Fiera
che, ad una colonna centrale inamovibile costituita dai propri gruppi
folk, ogni anno accosta alcune idee di sicura presa sul pubblico.
Il 2002 vede La Fiera del folklore ritornare al mare, precisamente
a Porto Torres, a conclusione di un accordo che già dall’edizione
di Osilo aveva preso forma grazie all’interesse subito dimostrato
dal sindaco della cittadina turritana. Nell’area portuale la carovana
degli undici paesi può occupare tutto lo spazio di cui necessita e
che le migliaia di visitatori fanno sembrare insufficiente. La Mostra
mercato continua a crescere e suscitare interesse, con i giovani artigiani
che si adoperano per far godere della loro manualità. Per la prima
volta gli organizzatori presentano la Fiera alla BIT di Milano. Anno
2003: la Fiera è di nuovo a Porto Torres dal 4 al 6 luglio. Il successo
dello scorso anno convince gli amministratori turritani a puntare
nuovamente sugli undici comuni, che intanto diventano 12 con l’aggiunta
di Olmedo. Ancora un grande avvenimento, con più gazebo, più ospiti
sul palco, più artigiani ad esporre, più visitatori. Un convegno sulla
lingua e una cavalcata in costume animano le attività di contorno.
Ora si pone il problema dello spazio: nel 2004 chi potrà ospitare
una manifestazione che, oltre al folklore, propone avvenimenti culturali
di spessore e che alla sera raccoglie migliaia di spettatori? Si propone
Alghero e nella perla della Riviera del Corallo si rinnova il successo
di una formula ogni anno più apprezzata. Le difficoltà
iniziali non consentono una diffusione efficace tra i tour operator,
ma i risultati soddisfano ampiamente organizzatori ed amministratori.
Lo stesso sindaco della città catalana ringrazia pubblicamente
sulla stampa.
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